Nucleare: l’Italia acquisterà i reattori francesi scartati da Finlandia ed USA

Quando mi capita di intervenire in incontri in cui si parla di Futuro Sostenibile, a riprova del fatto che rilanciare oggi in italia un programma nucleare e’ di per me una pura follia (economica prima di tutto) porto sempre l’esempio del reattore Epr che la ditta francese Areva sta tentando di realizzare in Finlandia nel sito di Olkiluoto. Dall’inizio dei lavori sono raddoppiati i tempi previsti per la consegna del reattore così come i costi di messa in opera. Ad oggi inoltre, a seguito di alcune perplessità espresse dell’authority per la sicurezza nucleare, e’ in serio dubbio il completamento e la messa in funzione dell’intero impianto. In questi giorni apprendiamo anche che nonostante un fondo di garanzia concesso da Obama per la realizzazione di nuovi impianti nucleari, fondo di circa 7 miliardi e mezzo di dollari, anche gli americani hanno giudicato l’Epr che doveva essere istallato a Calvert Cliffs un investimento non efficace in relazione alla scarsa affidabilità della ditta produttrice. La decisione della ditta Contellation che avrebbe dovuto realizzare l’impianto getta un ombra preoccupante sulla tecnologia proposta dai francesi sia in termini di sicurezza sia in termini di fattibilità economica. I fondi incentivanti riconfermati da Obama erano stati introdotti da Bush per rilanciare il piano nucleare dopo le preoccupazioni derivate dall’incidente a Three Mile Island (1979).

In Italia invece la tendenza appare opposta, il nostro governo ha frmato accordi con la Francia per la costruzione di quattro reattori Epr. Berlusconi e Scajola ci hanno descritto questa tecnologia come efficace e sicura, la tecnologia di “terza generazione migliorata”. I fatti in Finlandia e negli Stati Uniti sembrano invece indicare con chiarezza l’inconsistenza di queste affermazioni ed il concreto rischio che il tutto si tramuterà in nuovi aumenti delle bollette e delle tasse per tutti gli italiani.

Claudio Santi

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