Riforma emendata per rompere il fronte della protesta

È sempre la stessa storia, divide et impera! Metti in contrasto le spettative e le ambizioni tra categorie lavorative e le classi sociali e ti garantirai un fronte incapace di coordinarsi e coalizzarsi in difesa dei propri diritti.
Se riuscirai a farlo, senza realmente impegnarti a mantenere le tue promesse, gettando fumo su occhi non abituati, non educati a guardare attraverso le nebbie il guadagno diventa addirittura doppio.
Se a farlo poi sono navigati venditori di fumo come Berlusconi ed il clan dei finiani, per mano di luogotenenti inesperti e poco virtuosi come il ministro Gelmini il tutto diventa ovvia quotidianità.
È un atto di normale quotidianità è quello che è avvenuto poco più di 24 ore fa con l’approvazione alla camera del ddl sull’università. Un disegno di legge che, in maniera epocale, non intacca di una virgola i sitemi clientelari, i poteri bronali che dichiara di aver distrutto. Se possibile li amplifica incrementando una precarietà che, in queste condizioni economiche, ha sempre più l’aria di diventare una prona sudditanza al potere.
L’unico emendamento serio, che impediva l’assunzione nello stesso ateneo di figli e parenti di primo grado, è stato abilmente neutralizzato restringendone l’qpplicabilità ai dipartimenti.
L’unico vero ostacolo era la protesta che in tutti gli atenei, questa volta si in maniera epocale, stava coalizzando docenti, ricercatori, precari e studenti. La promessa di 1500 assunzioni/anno per professori associato, il ripristino degli scatti stipendiali a docenti e ricercatori sicuramente disintegrerà questo fronte lasciando come al solito gli studenti da soli ad occupare aule ed atenei. Una storia vista oramai da troppo tempo, da quando ero io studente universitario ad occupare la mia facoltà sino ad arrivare ad oggi dove, con molta probabilità, mi ritroverò io, docente, ad occuparla con mia figlia, studente.
I sogni, le spettative di una generazione, probabilmente quelli di due, bruciati dall’arroganza con cui ministri, governi e rettori hanno trattato quello che avrebbe dovuto essere il motore culturale e tecnologico del paese e che invece è stato, sempre e per tutti, oggetto di scontro politico, luogo di affermazione di poteri e terreno fertile per dinastie familiari.

Claudio Santi

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...