Ed uscimmo a guardare le foglie !

Le Piante, attraverso le foglie, raccolgono l’energia solare per convertire anidride carbonica ed acqua in glucosio, un combustibile chimico che può essere utilizzato o immagazzinato allo scopo di garantire l’energia necessaria a soddisfare le funzioni vitali della pianta. Da qualche decennio scienziati di tutto il mondo sono impegnati nella realizzazione di foglie artificiali. Lo scopo è quello di ottenere un sistema capace di scindere le molecole d’acqua sfruttando la radiazione solare e producendo idrogeno.
Anche se ad oggi i primi prototipi hanno prodotto solo basse rese di elettrocombustibile la tecnologia sembra tutt’altro che un sogno. Il Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti ha destinato 122 milioni di dollari per cinque anni allo sviluppo di una tecnologia a combustibile solare, un obbiettivo che è stato inserito al terzo posto tra le priorità del dipartimento.
Risultati promettenti, anche se al momento ottenuti attraverso processi troppo costosi per essere immaginati su larga scala, sono stati sviluppati dalla Honda per alimentare veicoli a cella combustibile e dal National Renewable Energy Laboratory di Golden, nel Colorado, dove nel 1998 Jhon Turner ha messo a punto un dispositivo in grado di produrre idrogeno da acqua e radiazioni solari con una efficienza dodici volte superiore a quella di una foglia. Il costo proibitivo di circa 7mila dollari per centimetro quadrato ne confina al momento l’utilizzo a progetti aereospaziali.
I combustibili solari potranno veramente rappresentare la risposta alle nostre pressanti esigenze di sicurezza energetica e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
L’idrogeno brucia senza emettere anidride carbonica producendo nuovamente acqua che può essere riutilizzata per immagazzinare nuovamente energia solare sottoforma di idrogeno, in una sorta di ciclo perfetto altamente ecosostenibile.
Uno studio tutto italiano ha recentemente messo a punto una cella ad idrogeno ricaricabile che utilizza eolico e solare per accumulare energia sottoforma di idrogeno da utilizzare durante la notte o durante i periodi di balckout energetico. Questi sistemi sono già utilizzati soprattutto dalle compagnie di telecomunicazioni per soddisfare l’esigenza di alimentare in modo costante e continuo postazioni remote come ad esempio le antenne per la trasmissione per i telefoni cellulare. Questa nuova tecnologia permette di superare il principale inconveniente della produzione attraverso fonti rinnovabili che è appunto rappresentata dalla loro naturale incostanza nel tempo, offrendo una fonte energetica che se si esclude la fase di costruzione della cella funziona a zero emissione di gas serra e senza derivati tossici da smaltire.
In Slovenia, un progetto ancora in fase di studio prevede di utilizzare celle analoghe per accumulare l’energia che le centrali nucleari sovraproducono durante la notte e che in genere, non potendo essere immagazzinata, viene perduta. La possibilità di un utilizzo razionale di tale energia rappresenterebbe una valida alternativa alla costruzione di nuove centrali nucleari e riuscire ad utilizzare con efficienza e continuità energia rinnovabile permetterebbe di iniziare a programmare un loro razionale e progressivo smantellamento.

Claudio Santi

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Una risposta a Ed uscimmo a guardare le foglie !

  1. Massimo Frascarello ha detto:

    Grazie per il tuo intervento, fa sempre bene leggere novità su argomenti che non si “maneggiano”.

    Un caro saluto

    Massimo

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