Fukushima: la Protezione Civile Italiana pensi alla sicurezza dei nostri connazionali e non alla propaganda pro-nucleare

Inqualificabile l’atteggiamento della squadra di tecnici della protezione civile italiana arrivata ieri in supporto all’ambasciata italiana a Tokyo. In un momento di crisi e di evidente rischio per quanto sta accadendo a Fukushima-1, mentre la stessa ambasciata invita gli italiani a lasciare la città, affrettarsi a dichiarare che Tokyo è una città meno radioattiva di Roma appare come la dichiarazione propagandistica di un governo preoccupato per le ripercussioni che questa tragedia potrà avere sulla sua politica nucleare piuttosto che per la salute della gente ed ai pericoli reali per l’ambiente ed il pianeta.
La stessa agenzia nucleare americana segue con apprensione l’evolversi della situazione evacuando cittadini americani per un raggio di 80 chilometri dalla centrale imponendo al governo USA un profondo ripensamento sul piano energetico nazionale.
Chiaramente trovandomi in Italia non mi permetto di criticare la bontà dei rilevamenti spettroscopici fatti dai tecnici della nostra protezione civile, ma non posso non rilevare l’assoluta inutilità delle loro dichiarazioni alla stampa sulle quali pesa forte il sospetto di una strumentalizzazione politica.
Che a Tokyo ancora non ci siano livelli di radioattività pericolosi per la popolazione non è mai stato in dubbio, se questo è quello che la nostra protezione civile è andata a fare in Giappone potevamo anche risparmiare i soldi della loro trasferta. Tuttavia non può essere nascosto che a Fukushima la situazione sia moto critica, a tratti fuori dal controllo delle squadre di soccorso costrette ad allontanarsi a causa delle elevate concentrazioni di radioattività. Si interviene oramai da lontano, elicotteri, qualcuno ha parlato di cannoni ad acqua che proprio ora si apprende non sono utilizzabili, troppo rischiosi per gli operatori. Una situazione critica ed incerta sulla quale nessuno può fare previsioni ne giocare la partita sporca del sensazionalismo o della minimizzazione.
Quanto sta accadendo in Giappone non ha bisogno di spettacolarizzazioni mediatiche per mostrare in tutta la sua drammaticità quali possono essere i rischi connessi ad una centrale nucleare. Svizzera, Germania, Stati Uniti, Regno Unito stanno rilasciando dichiarazioni caute e volte ad un ripensamento critico sul nucleare. A casa nostra questo non avviene e la preoccupazione è rivolta maggiormente ad ovattare l’ opinione pubblica per non permettere che una scelta democratica, libera ed informata possa rovinare la gallina dalle uova d’oro per le lobbies ed i signori degli appalti. Buon Compleanno Italia !

Claudio Santi

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