Iodio-131: Cernobyl continua a produrre tumori alla tiroide

In uno studio apparso il 17 marzo 2011 sulla rivista Environmental Healt Perspectives un team internazionale di ricercatori, coordinati dal National Cancer Institute del dipartimento della salute degli Stati Uniti, riporta che l’esposizione a iodio 131 può essere la causa dei nuovi casi di tumore alla tiroide che ancora oggi vengono riscontrati tra le persone che nel 1986 furono esposte al fallout dell’incidente nucleare di Cernobyl.

È stata individuata una netta correlazione dose effetto tra la quantità di energia radiante assorbita ed insorgenza delle neoplasie, con un trend costante nel tempo, che non sembra ancora diminuire. Lo studio ha coinvolto 12500 pazienti che avevano, all’epoca dell’incidente, meno di diciotto anni e risiedevano in una delle regioni limitrofe: Chernigov, Zhytomyr, e Kiev. A tutti i pazienti è stata misurata la dose di iodio-131 assorbita nei due mesi successivi all’incidente, e sono poi seguiti controlli analitici strumentali e medici con frequenza periodica fino a quattro volte l’anno. Dall’analisi della storia di ciascun paziente è stato possibile valutare anche l’influenza di alcune abitudini come ad esempio il consumo di latte o del trattamento profilattico con iodio non radioattivo subito dopo l’incidente che si è dimostrato utile a prevenire i danni alla tiroide ed il rischio dell’insorgenza di un tumore.

Claudio Santi

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