L’ultimo videomessaggio

Silvio Berlusconi ha appena diramato il suo ultimo videomessaggio da Palazzo Chigi. Qualcuno lo aveva previsto , qualcun altro pensava che invece stavolta avrebbe avuto il buonsenso di mantenere un profilo basso, ed incassare il dissenso educato e fin troppo garbato delle migliaia di italiani che ieri sera hanno festeggiato per le strade e le piazze come se l’Italia avesse vinto i mondiali di calcio! La notizia delle dimissioni di Silvio Berlusconi è di quelle che rincuorano e danno speranza ad un popolo che ha dovuto sopportare l’onta internazionale dei festini a luci rosse, delle decine di leggi ad personam, della compravendita di parlamentari, delle amicizie scomode con dittatori e faccendieri, gli insulti alla dignità dei terremotati dell’Aquila, la perdita di credibilità di un paese utilizzato dalla cricca del presidente come un affare privato, la distruzione dell’istruzione, della cultura, della sanità, dell’ambiente, della cosa pubblica.
Un premier affaccendato a difendere i suoi interessi privati fino alla fine se è vero che ha cercato di trattare, nella resa, un salvacondotto per le sue vicende giudiziarie e garanzie per le sue aziende private.
Un re nudo, senza il controllo della situazione, obsoleto come quest’ultimo videomessaggio con il quale cerca disperatamente di tamponare un emorragia di consensi che tutti ci auguriamo possa essere da oggi definitiva.
Esce di scena così come vi era entrato nel 1994, quando un videomessaggio in VHS aveva rappresentato una novità assoluta sul piano comunicativo, tanto innovativo da cogliere di sorpresa ed incantare migliaia e migliaia d’italiani. Quello del videomessaggio oggi, nell’era di internet, della TV interattiva, dei talk-show con contraddittorio non rappresenta più una novità, puzza di stantio, di autoreferenziale e lo si associa molto più adeguatamente ai disperati appelli di dittatori in fuga braccati dalla rivolta del proprio paese.
Silvio Berlusconi, che sull’efficacia della comunicazione aveva fondato la fortuna di un partito assolutamente inconsistente sul piano dei contenuti e delle presentabilità personali, oggi commette il suo ultimo, ed auguriamoci definitivo, errore politico proprio sul piano della comunicazione, recitando l’improbabile ruolo della vittima sacrificata all’altare della patria, del condottiero responsabile pronto a farsi da parte per il bene del paese.
No caro Silvio, stavolta gli italiani non cadranno ai piedi del tuo sorriso ammaliatore, la nuca col riporto del vecchio marpione ha fatto molto più rapidamente il giro della rete, insieme alla gioia di chi cantava l’alleluia davanti al quirinale, insieme alle barzellette che hanno coperto di vergogna un paese un tempo ricordato per i suoi artisti ed i suoi scienziati. Tutto questo rimarrà nella mente e negli occhi degli italiani e non il tuo ultimo appello ad una nazione che hai sempre umiliato e sfruttato. Il tuo videomessaggio rimarrà stritolato da quella macchina dell’informazione e della comunicazione che tu per primo hai cavalcato e che oggi fortunatamente inizia a portare aria nuova, aria di democrazia, facilitando il recupero di quella coscienza civica, che per diciotto anni hai tentato di annientare.

Claudio Santi e Federica Sampaolesi

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2 risposte a L’ultimo videomessaggio

  1. olinda ha detto:

    Speriamo che gli Italiani abbiano imparato la lezione, purtroppo ce ne sono ancora troppi che pensano che è un povero perseguitato e che non lo si è lasciato “lavorare” in pace…
    Ho fiducia in questo governo tecnico, sicuramente effettuerà una manovra impopolare, ma se fatta toccando le tasche di tutti, saranno sacrifici fatti volentieri, Un plauso al presiente della Repubblica Napolitano per come ha gestito la situazione. Ora la sinistra si deve “svegliare”, ed essere pronta ad eventuali elezioni…….e più di tutto trovare un personaggio, un leader carismatico che possa dare fiducia a questo popolo.

  2. Andrea R. ha detto:

    Spero finalmente gli italiani abbiano capito che é veramente Berlusconi, anche se ho seri dubbi, purtroppo. Non mi sono piaciuti i caroselli , anche se ciò é nella natura degli schieramenti del bipolarismo.Questo é proprio il problema della politica attuale, siamo tutti più tifosi che persone cha appoggiano una parte politica, questo é il difetto più grosso da rimuovere di tutti quelli portati da Berlusconi. Spero questo governo tecnico duri in eterno visto che nell’attuale sinistra non c’è un leader, preoccupante in vista di una nuova tornata elettorale cha apriorebbe la porte ad un nuovo ciclo di centrodestra. Servirebbe un giovane Napolitano alla sinistra italiana, nonostante i suoi 86 anni, il politico con le idee più chiare in questo momento.

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